Nel ritorno di quella catulliana sensazione d'amare
scopriamo le carte in maniera graduale
forse per l'eterna gioia di essere fascinosi
senza perdere la virtù incredibile del mentire.
Io e te continuiamo a macinare strada
incoscienti del dolore umano
e del numeroso materiale per rimpianti
che procuriamo a noi stessi.
Non senza pensare vaghiamo nella totale confusione
del sentimento mistico e creatore del peccato umano
ritmando il passo all'unisono
mano nella mano come nuove e originali
figure romanzesche.
Ma non conosco il motivo,
non conosco la ragione,
sento solamente il tuo cuore
vicino al mio.
Braccato, ahimè, dalla paura
che non lascia via di scampo
ai puri di cuore,
a chi la vita
la misura in base all'intensità
delle anime
infuocate
e
profumate
dal sacro dolore dell'amare
e
dell'essere amati
- senza via di scampo -
(...)
Mi fermo. Ma la mia anima continua a camminare. Lei sa che non ci si deve fermare. La intravedo con quel sorrisino soddisfatto, atto a svegliarmi da un sonno letargico, atto a tirarmi fuori da una tana che io stesso mi sono costruito sanguinando. I pugni che mi riserva il passato mi sembrano carezze, fatte dal presente per proseguir diritto, la mia amica non vuole che sbandi. Non curante, mi lascio graffiare ed è caduta libera. Ma è solo per questa notte, te lo prometto. Domani mi alzerò sperando di aver vinto qualcosa anche se la sfida , inevitabilmente, si divide a metà.
Si vinca o si perda.
liberamente tratto da : Malinconicamente di E.S.