Scartiamo tutto lo sporco,
ci meritiamo il meglio
per il nostro cuore senza dimora.
Noi,
che soli sappiamo sentire
che soli amiamo il silenzio.
Esperti di parole su ali di colomba
leggere come vento primaverile.
Parole senza suono
ricche della smania dell'amore incessante,
senza ragione
senza ipocrisia.
Occhi diversi cuore diverso per noi,
desiderosi della forza che ci rende deboli
o vicerversa.
Noi, solo noi, ora.
Abbassiamo i nostri occhi dalla vetta
constatando l'altezza raggiunta
ammazzando la malinconia e la nostalgia
di un cuore
prigioniero di se stesso.
Solo
di
Edgar Allan Poe
Fanciullo, io già non ero
come gli altri erano, nè vedevo
come gli altri vedevano. Mai
derivai da una comune fonte
le mie passioni - nè mai,
da quella stessa, i miei aspri affanni.
Nè il tripudio al mio cuore
io ridestavo in accordo con altri.
Tutto quello che amai, io l'amai da solo.
Allora - in quell'età - nell'alba
d'una procellosa vita - fu derivato
da ogni più oscuro abisso di bene e male
il mistero che ancora m'avvince -
dai torrenti e dalle sorgenti -
dalla rossa roccia dei monti -
dal sole che d'intorno mi ruotava
nelle sue dorate tinte autunnali -
dal celeste baleno
che daccano mi guizzava -
dal tuono e dalla tempesta -
e dalla nuvola che forma assumeva
(mentre era azzurro tutto l' altro cielo)
d'un demone alla mia vista -
Di ciò che posso essere io per me, non solo non potete saper nulla voi, ma nulla neppure io stesso.
Pirandello Luigi.